Troodos-(copertina1)

Monti Troodos

Strada delle chiese bizantine

Monti Troodos

 

 

“La dea Atena disse a Telemaco, figlio di Odisseo: -Sono diretti al porto straniero con una nave carica di ferro luccicante, che vogliamo scambiare con il rame-“.
Odissea, I cap.
Non so come descrivere i giorni trascorsi in queste zone di Cipro. Sono ancora troppo emozionata, è tutto troppo recente per riuscire ad essere obiettiva. Sono felice, quel che ho potuto vedere, scoprire, ammirare mi sembra quasi irreale.

Nessun turista. Io, e tanti piccolissimi paesini da visitare. Ma, soprattutto, tanti monasteri, tante chiese. Alcuni di essi chiusi.

E così ho girato, visitato, mi sono fatta aprire porte che, all’interno, custodivano veri e propri gioielli.

 

Ho raggiunto, così, quante più chiese bizantine potessi, alcune delle quali facenti parte dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Mi sono entusiasmata, dunque, nella chiesa di Archangelos, Michail, nel monastero di Agios Ioannis Lambadistis, nelle chiese Agios Nikolaos tis Stegis, di Panagia tou Moutoulla, di Panagia tis Podythou, di Panagia Forviotissa, di Panagia tou Araka, di Stavros tou Agiasmati, di Timios Stavros e della Trasfigurazione del Salvatore.

Ho seguito, dopo la prima esperienza fatta, lo stesso modus operandi. Cercavo il paese più vicino al monastero o alla chiesa da visitare e chiedevo come fosse possibile accedervi. Ogni volta, un intero paese si prodigava per me. La scena si è ripetuta pressochè identica ogni volta. Il gestore dell’unico bar (che, spesso, fungeva anche da supermercato di alimentari e casalinghi e all’interno del quale, spesso, vi era al centro una stufa che bruciava gusci di noci e mandorle) faceva chiamare un’altra persona, quest’ultima ne contattava un’altra, talvolta veniva chiamato anche il prete del paese (da notare che, per chiamare le singole persone, alcuni andavano presso le loro case, altri urlavano letteralmente il loro nome dalla piazza del paese…) e così via… finchè arrivava un custode, munito sempre di stivaloni, che saliva poi in macchina con me. Custodi sempre anziani, sempre stupiti che fosse arrivato qualcuno e sempre muniti di una chiave enorme con la quale aprire la porta del monastero di mio interesse.
Certo, forse il tempo per raggiungere il mio obiettivo è sempre stato tanto… ma, giuro, ne è valsa la pena. Davanti a me, infatti, si sono schiusi dei veri e propri tesori. Mai visto nulla di simile in vita mia. Affreschi originali, risalenti all’epoca bizantina, decoravano pareti, porte, soffitti, travi, pavimenti. Per riuscire a vederli necessitavo di pile, l’illuminazione era pressochè inesistente. Tutto lasciato alla status quo. Certo, emozionante da una parte ma… come già notavo… chissà quanto si porterà via il passare del tempo, l’umidità, le muffe di tutti questi tesori.

 

Uno dei custodi conosciuti in questi giorni, Vesilio, mi ha spiegato con orgoglio e ammirazione mosaico per mosaico, immagine per immagine, della chiesa di Stavros Tou Agiasmati. La vita di Gesù, raffigurata in un modo magnifico e connotata da colori vivaci in molte loro parti, è stata per me una magia incommensurabile.
Tutti i monasteri, alcuni quasi introvabili lungo il mio percorso, si sono rivelati ai miei occhi unici. Ogni volta che un custode mi apriva la porticina con la grande chiave portata con sé, per me è stato un tuffo al cuore.

 

Come dicevo prima, per me comunque è ancora molto difficile parlare di queste giornate. Mai mi sarei aspettata tante meraviglie nascoste tra i boschi dei Monti Troodos, con i loro scenari e scorci unici che mi sono stati regalati in questi giorni. E le persone, la loro semplicità, i loro sorrisi e la loro quotidianità che mi ha catapultata in un’atmosfera molto lontana da quella cui sono abituata. La vita di paese, il conoscersi tutti per nome, il reciproco aiuto, l’offerta di una tazza di caffè o di una fetta di torta appena sfornata hanno fatto da filo conduttore al mio costante stupore, alla mia meraviglia, allo schiaffo rispetto al modo di vivere che, da sempre, accompagna le abitudini della mia città e dei suoi abitanti.

 

Monti Troodos - Cipro 2014
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