Tam Coc

Vietnam – Da Ninh Binh alla Baia di Halong

DA NINH BINH ALLA BAIA DI HALONG

Da Huè a Ninh Binh ho preso un bus notturno.
16 ore di buche, cantieri e strade dissestate.
E sempre nuove esperienze al momento del pipì-stop… in questo caso:

  • Il bagno è uno stanzone unico con tanti buchi sul pavimento, come mi capitava in Cina. Giù i pantaloni, una ragazza davanti all’altra e olè!
  • Un ragazzo cattura un serpente e, tenendolo in mano mentre quest’ultimo si avvolge intorno al suo braccio, con l’altra mano continua a cucinare wurstel.
  • È presente una palestra: il bilanciere è composto da un tubo fino delle tubature dell’acqua, i pesi sono ottenuti dalla colata di cemento in due bacinelle e appoggiati su pilastrini di bambù, la panca inclinata è fissata con bulloni sporgenti sul lato di appoggio della schiena. In ogni caso, complimenti per la fantasia e la creatività!!!

 

A Ninh Binh ho noleggiato un motorino. La prima mattina sono partita alle 5.00 e mi sono subito diretta a Tam Coc. Bellissimo, mi è piaciuto davvero molto: c’ero solo io e la mia barcaiola che manovrava i remi con i piedi, tra acqua, affioramenti calcarei, grotte, fiori di loto. Una meraviglia…

 

Sono poi arrivata alla Pagoda di Bich Dong. Vale la pena salire fino in alto, oltre il sentiero, per godersi appieno un panorama a 360°.

 

Il motorino, in questo viaggio, mi sta dando la possibilità di addentrarmi in stradine e sentieri senza traffico, con le mie tempistiche e curiosità da placare. In mezzo a risaie, fiumi, campi e villaggi sono arrivata alla Grotta di Mua e al Chua Bai Din (quest’ultimo troppo recente e moderno per i miei gusti… ma è il più grande complesso di templi buddhisti del Vietnam).
Ovviamente avere il motorino significa, però, ricordarsi che non ci si può soltanto far rapire da paesaggi da favola o da stradine fuori dal mondo. Necessita di benzinaaaaaaa… e fu così che Martolina rimase appiedata. Giunta alla prima casa abitata, ho trovato una ragazza troppo gentile. Sono salita sul suo scooter e abbiamo iniziato la nostra ricerca di benzina. No, mica da benzinai! A casa delle persone! Finchè un signore mi ha venduto 20.000 dong di benzina, per l’occasione messa in un sacchetto di plastica! Tornate indietro, il tempo di arrivare nella sua casa e si è scatenato un monsone da paura, di quelli che ti fanno arrivare l’acqua fino alle ginocchia nel giro di qualche minuto. In questi casi bisogna mettersela via. Non ci sono programmi che tengano. Ci si deve fermare.
E così, con la ragazza, ci siamo messe a chiacchierare… sì, per modo di dire visto che di inglese conosceva solo qualche parolina. Ma in questo caso i gesti hanno supplito molto bene. Innamorata della mia carnagione bianca (ma quale bianca???? Mi sono abbronzata che è una meraviglia in questi mesi!), mi ha spiegato che le ragazze vorrebbero avere il mio colore di pelle, quindi si mettono una crema sbiancante pur sapendo che è cancerogena. Non ho parole…

 

Ora sono ad Ha Noi. Sono talmente triste… mi sembra che mi manchi il fiato per qualunque cosa. La notizia che, forse, più mi terrorizzava solo all’idea che arrivasse in questi ultimi anni, è arrivata.
E’ mancata la nonna. La mia adorata nonna.
Cammino per le strade, mi perdo lungo le vie come fossi in una bolla d’aria. Tutto ha assunto colori sbiaditi. Tutto si è vestito, intorno a me, di malinconia. Sembra che mi circondi uno strato di patina.
Vorrei correre a casa. Vorrei sapere che è uno scherzo. Vorrei sentire la sua voce, accarezzarle le mani, sentire il suo profumo. Dirle quanto io la ami. Dirle che, egoisticamente, io ho ancora bisogno di lei.
Ma è tardi. Arriverei tardi. Arriverei quando tutto è finito.
Cosa vorrebbe la nonna? Cosa mi ha insegnato? Cosa mi ha trasmesso la nonnina vagabonda? Mi direbbe di continuare a viaggiare, mi direbbe di tenerla stretta a me per farle vedere il Vietnam, mi direbbe di aprire gli occhi per curiosare. Mi direbbe che vuol continuare a vedere attraverso i miei occhi.
La conosco troppo bene. Sento le sue parole chiare e forti.
E’ dura.  Continuo a cercarla in ogni stella, in ogni goccia di rugiada, in ogni raggio di sole, in ogni profumo e colore. Non la vedo. E continuo a disperarmi…

Ha Noi è carina. In questi giorni mi sono persa nei ricordi, nei sorrisi amari di immagini della nonna che cerco di rendere vive e attuali. Tutto ciò tra il quartiere vecchio, il lago, i templi, il mausoleo. Ho smangiucchiato qua e là, senza realmente avere fame, forse un po’ passiva, tra diapositive che ritraevano la nonna o situazioni in cui la nonna era la protagonista.

 

Ho poi deciso di salutare la nonna a modo mio. Forse, spero, come lei avrebbe voluto. Nessuno schema, nessuna forzatura, nessuna parola dovuta e obbligata. Purtroppo lascio questa incombenza a chi è a casa, nella speranza che la forza della nonna accompagni chi, in questo momento, deve sbrigare tutte le formalità legate alla situazione.
Forse sono egoista. Ma ho bisogno di salutare la nonna nel modo che più sento mio…
E così ho preso una barca nella Baia di Halong. Intorno a me un paesaggio mistico, punteggiato da migliaia di isole calcaree la cui vegetazione si staglia su un’acqua verde smeraldo. E le grotte… grotte create dal vento e dalle onde che sembrano cantare non appena ci si avvicina.
E le notti. Io sul ponte della barca, sola e piccolissima sotto a un cielo carico di stelle cadenti. Ho pianto. Una notte hoa costruito un cigno di origami. L’ho messo in acqua, l’ho salutato. Ma non è stato un addio. In questi giorni ho focalizzato che non sarei riuscita a farlo perché non sarebbe stato giusto farlo. La nonna è con me. La nonna è in me. Quel cigno è solo il suo corpo, è la parte materiale, quella che comunque mi mancherà da morire perché non potrò più toccare e stringere a me. Ma le cose più belle, il suo calore, la sua dolcezza, la sua forza sono dentro di me, indelebili, infinite, inscindibili da me.
Ti amo, nonna.
Preparati perché, non appena scenderò dalla barca, mi rimetterò lo zaino in spalla e ripartirò ancora più desiderosa di vedere, capire, curiosare. In due. Ora viaggeremo in due.

 

 

Vietnam 05 - Da Ninh Binh alla Baia di Halong
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