Bicicletta-Angkor

Cambodia – Angkor

LA MAGIA DELL’ANTICA CAPITALE DELL’IMPERO KHMER

Cambodia – Angkor

 

 

Sono a Siem Reap da qualche giorno. Ne sono perdutamente innamorata.
Ho noleggiato subito una bicicletta e, in poche ore, la cittadina era già “mia”. E’ piccola, facilmente perlustrabile, la gente è squisita e sempre pronta a darmi indicazioni quando servono. Ci sono mille ristorantini, uno splendido mercato notturno dove non potete capire quanto sia difficile guardare senza acquistare nulla (lo zainetto sulle spalle… è lui a comandare, poche storie!), vari supermercatini in cui comprare e confrontare prezzi e poi Lui… Angkor. Con i suoi millemila templi, per secoli custoditi da una giungla imponente e che io ho pensato di girare, per giorni, sulla mia fidata bicicletta, sfidando il caldo e l’umidità ma appagata da tempistiche più vicine a me, da momenti di estasi assoluta in cui nulla mi avrebbe mossa, dalla possibilità di fermarmi ogni nano-secondo a scattare qualche foto, dall’idea di non inquinare un’area che merita tutte le attenzioni del mondo… e, perché no… dal portafogli rimasto praticamente inviolato. Ho speso 50 cent di dollaro al giorno per il noleggio, direi non male, no?

E’ difficilissimo scegliere quali templi visitare, io che sono la regina della curiosità mi sono massacrata per vederne il numero maggiore possibile. Partivo di notte, alle 4.00 e alle 4.30 ero già con la bocca spalancata in ammirazione di qualche bassorilievo, di qualche scultura, di qualche linga.

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Ho scoperto già il primo giorno che non vale la pena acquistare cibo e bevande nei supermercati di Siem Reap perché, anche all’interno di Angkor, ci sono moltissime bancarelline di ambulanti che vendono varie leccornie a prezzi bassissimi. E l’appagamento di mangiare il bamboo sticky rice caldo di fronte ad Angkor Wat al tramonto, tra il frinire di grilli e cicale… no, non ha eguali.

 

Ho conosciuto anche un ragazzo carinissimo che, solo per divertimento, mi ha accompagnata all’interno di un tempio per mostrarmi curiosità e scorci che, con una passeggiata tranquilla, probabilmente avrei perso. Mi ha anche presentata a un suo amico che produce miele e ne ho assaggiato un bel pò da una bottiglietta di plastica che il ragazzo custodiva sotto la sella del suo motorino. Una bontà. In effetti, alzando gli occhi al cielo e osservando bene molti alberi (inutile dire che ad Angkor si è rapiti dai templi e dai loro mille colori e sfumature… chi ci pensava a dare un’occhiata alle fronde degli alberi?) si potevano scorgere chiaramente decine di alveari giganti.

 

Difficili da descrivere queste giornate… quel che so è che resteranno indelebili nel mio cuore.

 

 
 Cambodia 02 - Angkor - Cambodia 2014
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