India – Agra

Agra

 
 
 

Mi sono sempre definita estroversa, chiacchierona, talvolta logorroica.

Ricordo i temi ai tempi della scuola… fogli e fogli protocollo scritti in modo fitto e nei quali faticavo a mettere il punto definitivo.

Ebbene. Sono ad Agra da un pó e le mie giornate sono sempre dipendenti e condizionate da Lui. Il grande, emozionante, meraviglioso Taj Mahal.

E non riesco a trovare le giuste parole per descriverlo, definirlo, raccontarlo.

È troppo difficile.

Il Taj Mahal è semplicemente il Taj Mahal.

Il Taj Mahal è quello che cerco alle primissime luci dell’alba dal suo interno.

 

Il Taj Mahal è quello che rincorro fino alle ultime luci del tramonto dai giardini sulla sponda orientale del fiume Yumuna.

 

Il Taj Mahal è quello che mi godo, a tutte le ore del giorno, dal tetto dell’ostello in cui dormo e che si trova due minuti a piedi da questo straordinario monumento.

Certo, Agra non è solo Taj Mahal. Agra è comunque India, con i suoi vicoletti tortuosi, le fogne a cielo aperto che costeggiano le strade, macellai più o meno coreografici, ragazzi che mi fanno assaggiare quello che stanno mangiando dal loro piatto, un nuovo amico che, ogni giorno, mi prepara dei chai meravigliosi.

Agra è anche una scuola in cui sono entrata e rimasta qualche ora, cui ho lasciato una piccola donazione per aiutare nell’acquisto del materiale necessario a quelle decine di occhietti neri che non hanno mai distolto lo sguardo da me.

 

Agra è anche il Forte, davvero bello e assolutamente da vedere. E poi la sua storia così romantica che racchiude e racconta il complesso stesso mi ha fatta sognare, come una bambina quando legge una fiaba di principesse e castelli fatati. Qui, infatti, venne imprigionato il vecchio imperatore per mano del proprio figlio, con la concessione che il genitore stesso potesse osservare dalla propria torre-prigione il Taj Mahal, luogo nel quale giaceva la tomba dell’amata moglie.

 

Tutto mi porta comunque, indissolubilmente e indiscutibilmente, a Lui.

Anche ora mi trovo seduta sull’erba, nei giardini dietro il Taj Mahal, osservando ogni possibile cambio di sfumatura del marmo rispetto alla rifrazione della luce.

Ogni tanto passa qualche bimbo; uno in particolare, poco fa, ha guardato con me alcune foto nel tablet, riempiendo gli occhi di lacrime gioiose nel vedere quelle scattate dall’aereo, in mezzo alle nuvole. Mi ha emozionata al punto che l’ho abbracciato.

Sono circondata da scoiattoli, scimmiette, fiori e mucche.

Mai paga, mai pronta a ripartire.

 

India 19 - Agra
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4 comments

  • ronaldo

    NON CI SONO E NON POSSONO ESSERCI COMMENTI DAVANTI AL MASSIMO CAPOLAVORO DELL ARTE UMANA…DA QUALSIASI ANGOLAZIONE O LUCE OD OMBRA RIMANE ASSOLUTAMENTE INEGUAGLIABILE E RIVEDERLO IN QUESTE SPLENDIDE FOTO MI DA ANCORA UNA FORTE EMOZIONE..GRAZIE!!!

  • Paola e Michela

    Bello ..bello…da togliere il fiato…ma sono molto curiosa di quello che hai mangiato e che dalle foto è molto invitante…ciaooo

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