India – Varanasi

Varanasi

 
 
 

Spiritualità, misticismo, preghiere, Gange, abluzioni, cremazioni, offerte, fiori, templi.

Varanasi è tutto ciò. E molto di più.

In questa città si respira un’atmosfera particolare. Quella creata da decine di santoni che girano per le strade sino a raggiungere uno dei ghat (gradinata verso il fiume) che punteggiano il Gange. Quella in cui arrivano centinaia di fedeli per lavare i propri peccati o per far cremare il corpo di qualche caro.

Ho assistito a molti riti funebri. Ogni giorno arrivano 250-300 corpi che gruppi di intoccabili trasportano su barelle di bambù lungo le vie della città sino a raggiungere il fiume. Qui dapprima immergono i corpi in acqua affinché vengano purificati e poi li posizionano su pile di legna perché inizi la cremazione vera e propria. Il luogo è circondato da cumuli e cumuli di legna di vario tipo: la famiglia paga in base alla quantità di ceppi utilizzati (e preventivamente pesati) e anche rispetto al tipo di legno prescelto, da quello di mango fino al costosissimo sandalo.

Ci sono vari punti adatti alla cerimonia in base alla casta di appartenenza del defunto.

Tutto avviene in modo pubblico, ma non è fotografabile. È davvero un’esperienza molto toccante.

Ho visto un santone, in riva al fiume, mentre impastava, con farina e acqua, del pane chapati. Mi ha poi invitata a offrire l’impasto stesso, fatto a pezzettini, ai pesci, in segno di offerta, di dono utile a migliorare il proprio karma, mentre gli indiani erano più intenti a riempire contenitori di plastica dalle mille forme e misure per portare a casa un pó di acqua del Gange.

 

Al tramonto i riti sulle sponde del sacro Ganga si moltiplicano. Preti, giunti qui appositamente, si posizionano davanti a dei tavolini e, tra incensi, fuoco, canti e preghiere, tutti partecipano in modo assai coinvolgente alla funzione. Ho assistito a tutto ciò mentre pioveva, cosa che ha reso l’atmosfera ancora più particolare. Fortunatamente, nel pomeriggio, ho conosciuto un ragazzo davvero gentile che mi ha invitata sulla terrazza del suo negozio per godere ogni momento al massimo.

 

Varanasi sembra cullare la religione hinduista anche con centinaia di piccoli e grandi templi ubicati un pó ovunque.

 

Ho tentato di entrare in quello più importante: sconvolgente il numero di militari presenti intorno, dicono sia normale per evitare che si creino tensioni locali ma, oggi, c’era pure un ministro in visita. Quando sono arrivata un militare mi ha scortata fino all’ingresso ma, nonostante la sua gentilezza e le sue insistenze, una donna ha deciso che non sarei potuta entrare. E non c’è stato nulla da fare, se non consolarmi con un lassi gigante e di una bontà infinita.

 

Attendendo, poi, un treno in arrivo dal Kashmir che, da tre ore di ritardo, ne ha accumulate 10. Una notte in piedi, in stazione, tra centinaia di persone stese a terra.

P.S.: mi ha fatto impazzire il cartello affisso in ostello rispetto al servizio “lavanderia”. Citava: lavatrice, no Gange. E certo, qui è meglio non dare mai nulla per scontato…!

 

India 21 - Varanasi
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